Lo scorso anno abbiamo scelto di destinare il ricavato della nostra Pizzoccherata solidale al progetto “Insieme Autonomi”, promosso dalla Fondazione Beati Domenichino e Silvio ETS di Gallarate.
L’iniziativa nasce per offrire a ragazzi con disabilità l’opportunità di vivere esperienze fuori casa, imparare a gestire piccole responsabilità, stare con gli altri e conquistare gradualmente maggiore autonomia.
Ma c’è anche un altro aspetto al quale teniamo particolarmente: offrire ai genitori qualche momento di libertà da un impegno di assistenza che, molto spesso, occupa ogni ora della giornata. Un fine settimana di autonomia per i figli può diventare anche un prezioso momento di sollievo per tutta la famiglia.
La Fondazione ci ha inviato il resoconto delle attività svolte nel 2026, accompagnato da numerose fotografie. Lo condividiamo volentieri, perché racconta concretamente come il contributo raccolto durante la nostra Pizzoccherata sia stato utilizzato e quali esperienze abbia reso possibili.
Report di progetto
Insieme Autonomi
Socialità · Divertimento · Scoperta
Fondazione Beati Domenichino e Silvio ETS · Gallarate, ottobre 2026

Da progetto sperimentale a esperienza reale
Insieme Autonomi offre a ragazzi con disabilità occasioni vere di autonomia, socialità e tempo libero, fuori dai contesti strettamente assistenziali.
La prima fase è servita anche a sperimentare: capire sul campo quali attività, tempi e contesti funzionano meglio per i partecipanti e correggere la proposta strada facendo.

Persone e organizzazione
Il progetto ha coinvolto quattro famiglie e quattro figure educative, che si sono alternate nell’accompagnamento.
Alcune attività sono rimaste fisse, per dare continuità e punti di riferimento. Altre sono cambiate, per allargare a poco a poco esperienze, interessi e possibilità di scelta. La base è stata in due fattorie didattiche dell’Alto Milanese.

Fare per diventare più autonomi
L’autonomia si allena in situazioni reali: prepararsi per uscire, rispettare tempi e regole, scegliere, aspettare, collaborare, chiedere aiuto e portare a termine piccoli compiti.





La continuità dà familiarità e sicurezza, la varietà tiene viva la scoperta. E il piacere di stare insieme resta parte integrante del percorso educativo.
Laboratori pratici e creativi
Ci sono poi i laboratori, dove ciascuno può seguire una sequenza di passaggi, usare materiali diversi, fare le proprie scelte e vedere il risultato del proprio lavoro.





Stare nel gruppo, scoprire il territorio
Le attività alternano compiti strutturati, passeggiate, momenti di relazione e occasioni informali.
Il gruppo diventa così uno spazio in cui sperimentare presenza, collaborazione e appartenenza.


Il diario personale: ricordare e raccontare
Le giornate in fattoria sono accompagnate da un diario personale, che aiuta ogni ragazzo a fissare ciò che ha fatto, riconoscere i passaggi dell’esperienza e conservarne il ricordo. Fotografie, brevi note e materiali si possono riprendere nel tempo e condividere con la famiglia.


I primi riscontri
La sperimentazione ha consolidato un gruppo di partecipanti che appare ben inserito nella proposta. Il riscontro delle famiglie è positivo e c’è una cosa che riferiscono più di tutte: i figli desiderano tornare agli appuntamenti successivi.
Un beneficio anche per le famiglie
Le attività della domenica hanno dato ai familiari un vero tempo di sollievo, per recuperare energie e dedicarsi a sé stessi o al resto della famiglia.
Così il percorso di autonomia dei ragazzi diventa anche un aiuto alla vita delle famiglie.

Un percorso da consolidare
La prima esperienza conferma l’interesse per un modello basato su piccoli gruppi, continuità educativa, contesti reali e apertura graduale a nuove attività.
Il contributo del Kiwanis Club Gallarate ha reso possibili esperienze vere sul territorio, sostenendo attività, spostamenti, materiali e accompagnamento educativo.
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