Si è svolta ieri, presso il Panorama Golf di Varese, una serata interclub dedicata al tema Sport, Inclusione e Solidarietà, promossa dal Lions International Insubria Golf, dal Kiwanis Club Gallarate O.D.V. , dai Lions International Tradate Seprio e da U.N.C.I.
L’incontro, nato al di fuori del calendario ordinario dei Club, ha visto la partecipazione del Governatore Lions Lorenzo Paolo Terlera e del nostro Luogotenente Marco Milan in qualità di ospiti speciali. La serata si è sviluppata attraverso la mediazione di Roberto Bof, giornalista sportivo di lunga esperienza e figura autorevole e molto attiva nel contesto varesino, che ha accompagnato e coordinato gli interventi.
La serata si è configurata come un momento di divulgazione e sensibilizzazione sulle diverse tematiche affrontate, offrendo un’occasione di confronto autentico su come lo sport possa diventare strumento educativo, relazionale e solidale, attraverso esperienze concrete e testimonianze dirette, in un clima informale ma fortemente concentrato sui contenuti.
L’intervento kiwaniano di Sara De Micco
Ad aprire gli interventi è stata Sara De Micco, socia del Kiwanis Club Gallarate, che ha presentato il progetto di inclusione Bulli & Pupe, rivolto a giovani che vivono situazioni di devianza, grave disagio relazionale e fragilità educativa.
Il suo intervento, originale per impostazione e profondità di contenuti, ha colpito per chiarezza e forza narrativa: la sala ha seguito in silenzio assoluto, segno di un’attenzione piena, mentre veniva raccontato come lo sport possa diventare uno strumento educativo concreto, non legato alla prestazione, ma capace di costruire relazioni, regole e responsabilità in ragazzi spesso difficili da intercettare con strumenti tradizionali.
È emersa con forza l’idea di uno sport utilizzato come linguaggio educativo, come spazio protetto in cui i giovani possano sperimentare limiti, fiducia e appartenenza. Un contributo tra i più pregevoli della serata, per qualità dei contenuti e capacità di coinvolgimento.
Le altre testimonianze
Roberta Anselmi, Membro Lions, ex pallanuotista professionista e docente universitaria, ha portato la propria esperienza in acqua con ragazzi con disabilità, raccontando un lavoro costruito sulla relazione e sulla fiducia reciproca. Attraverso esempi concreti, ha mostrato come lo sport possa diventare uno spazio di crescita personale e di autonomia, prima ancora che di risultato, capace di valorizzare le persone al di là dei limiti e delle prestazioni.
Francesco Bonanno, pluricampione del mondo di calcio balilla e fondatore della Nazionale Italiana Calcio Balilla per disabili, ha offerto uno degli spunti più significativi dell’incontro. Unico relatore con una disabilità vissuta in prima persona, ha portato una testimonianza autentica, caratterizzata da grande energia e da una simpatia contagiosa, capace di coinvolgere la sala con naturalezza.
Nella sua disciplina, normodotati e persone con disabilità si siedono allo stesso tavolo e giocano in parità assoluta, senza adattamenti simbolici o concessioni, superando il concetto stesso di inclusione per arrivare a una condivisione reale.
Un messaggio forte e concreto, che ha mostrato come lo sport possa diventare spazio comune, dove le differenze si annullano nel gioco e nella relazione.
Alessandro Marchetti, medico dentista e fondatore dell’associazione Race to Donate, ha portato una testimonianza personale intensa e molto autentica. Colpito da leucemia, ha raccontato come la sua vita sia stata salvata grazie a una donazione di midollo osseo, ricevuta da uno sconosciuto che aveva scelto di iscriversi al Registro. Il suo intervento, diretto e senza retorica, si è chiuso con un invito semplice e concreto: iscriversi al Registro dei Donatori, ricordando come una decisione minima per noi possa diventare decisiva per qualcun altro.
Fabio Zancan, ingegnere e triatleta, finisher di cinque Ironman, ha concluso gli interventi con un racconto essenziale ma profondamente coinvolgente. Ha condiviso l’esperienza di una pedalata in solitaria da Gavirate a Capo Nord, affrontata in 45 giorni, senza assistenza, mettendo alla prova resistenza fisica e tenuta mentale. Una sfida personale, raccontata con emozione, che si è trasformata in impegno collettivo, dedicata al sostegno della Fondazione Maria Letizia Verga, che ha dato alla sua impresa un valore che andava ben oltre il gesto sportivo.
Il senso della serata
Nel suo breve intervento introduttivo, Graziano Idini, Presidente del Kiwanis Club Gallarate O.D.V. , ha richiamato il significato più concreto dell’azione Kiwanis, che si esprime nel lavoro quotidiano sul territorio accanto a bambini e giovani, in particolare quando emergono fragilità educative e relazionali. In questo contesto, anche lo sport diventa uno strumento educativo efficace, capace di affiancare percorsi strutturati di accompagnamento e prevenzione del disagio giovanile, in coerenza con l’impegno continuativo del Club e con le collaborazioni costruite sul territorio.
La serata ha confermato il valore degli incontri interclub come spazi di confronto reale, capaci di generare consapevolezza e relazioni, mantenendo al centro le persone e l’impatto concreto delle esperienze condivise.
Un ringraziamento particolare va a Giorgio Pelizza, Presidente del Lions International Insubria Golf, per la disponibilità e l’impegno profuso nell’organizzazione della serata, e a Simone Malnati, Segretario del Club, per il lavoro instancabile e puntuale che ha contribuito in modo determinante alla riuscita dell’incontro.





